Visualizzazione post con etichetta Sicilia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sicilia. Mostra tutti i post

lunedì 5 marzo 2012

Alla scoperta delle Isole Egadi


Fonte: Wikipedia
Le antiche Aegates, oggi le isole Egadi, sono formate da Favignana, il capoluogo, Levanzo, Marettimo e i ben più modesti isolotti di Formica, sede di una tonnara abbandonata, e di Maraone.
Questi luoghi furono abitati fin da epoca preistorica, nel Paleolitico superiore, come testimoniato dai ritrovamenti nelle grotte di Favignana e Levanzo. Proprio quest’ultima località, chiamata anticamente Phorbantia, riveste un grande interesse geologico per la presenza di numerose grotte, tra cui quella del Genovese, la cui esplorazione ha portato alla luce pitture rupestri e graffiti che, secondo gli studiosi della materia, sono l’esempio di varie “facies”culturali di epoche diverse (Paleolitico-Mesolitico). Ci sono figure incise di animali e figure umane, intente alla caccia o alla danza e idoli che inducono a riconoscere momenti culturali connessi a riti propiziatori. Risulta estremamente gradevole una gita in barca lungo le dirupate coste dell’isola dove si aprono numerose grotte e vi si innalza il Faraglione, un masso roccioso a forma conica unito alla terra da un breve istmo. Marittimo, detta anticamente Hiera, ha invece un territorio esclusivamente montuoso, tranne nel breve tratto costiero dove si adagia il nucleo urbano dell’isola e il porticciolo. La cima più alta raggiunge rapidamente, con il Monte Falcone, quota 686 metri; da qui lo sguardo spazia su tutti i versanti dell’isola e sulla vicina costa del trapanese. Marittimo è senza dubbio la più suggestiva del gruppo delle Egadi, ricca di sorgenti, verdeggiante, con acque pescose e limpide. Il giro in barca lungo le coste è di grande valore naturalistico e geologico: nelle scoscese pareti rocciose si aprono numerose grotte marine, calette e vi si ergono scogli pittoreschi. Favignana, l’antica Aegusa, ha rivelato la presenza di un insediamento fenicio-punico, grazie a una iscrizione sulla parete di un ipogeo proprio in lingua punica. In età normanna venne fortificata con due roccaforti: quella di Santa Caterina e quella di San Giacomo. Favignana è sede della più importante tonnara della Sicila dove ogni anno si svolge la tradizionale “mattanza”. La pesca è ancora oggi la principale attività economica a cui si è affiancata quella turistica durante i mesi estivi.

martedì 28 febbraio 2012

San Vito Lo Capo: fiore all'occhiello della Sicilia


Sicuramente la Sicilia offre ai propri visitatori un ventaglio di posti meravigliosi da scoprire e visitare. Tutti però concordano nel riservare a San Vito Lo Capo una posizione di tutto rispetto. Si tratta di un vecchio centro marinaro peschereccio che oggi rappresenta una frequentatissima stazione balneare che si sviluppa lungo il litorale sabbioso, tra il Capo San Vito e la Punta di Solanto, ai piedi di Monte Monaco. Questa località è caratterizzata da una aspra bellezza paesaggistica e da un mare dalle acque limpide e cristalline. Proprio per queste sue peculiarità il paese di San Vito Lo Capo ha conosciuto, soprattutto negli ultimi anni, un forte sviluppo urbano, favorito da un costante flusso turistico sia italiano che straniero. Questo processo è andato ripercuotendosi favorevolmente sull’intera economia cittadina. La località è dotata di numerose strutture ricettive che variano da campeggi a villaggi turistici sul mare di ottimo livello, per soddisfare le esigenze di una variegata gamma di turisti. Il porto peschereccio di San Vito Lo Capo è molto ampio e dotato di diverse banchine riservate all’attracco di battelli da riporto. Nello specchio dell’acqua portuale sono inoltre stati realizzati quattro ponti galleggianti che sono in grado di ospitare circa 500 barche; il fondale poi, la cui profondità raggiunge anche gli otto metri, consente l’attracco agli yachts di media dimensione. Da sempre questo porto è uno dei più sicuri della Sicilia poiché posizionato all’interno di un golfo chiuso; non è un caso infatti che romani, fenici, normanni e spagnoli si rifugiavano qui per scampare alle tempeste. In alcune grotte di Piana di Sopra sono state scoperte incisioni risalenti addirittura al Paleolitico superiore, che rappresentano figure antropomorfe, cervi e figure lineari.