lunedì 19 marzo 2012

Dolomiti di Brenta: un paradiso per gli scalatori

Il complesso montuoso di Brenta sorge a ovest della Val d’Adige, fuori dei limiti geografici della regione dolomitica. Nonostante questo però presenta le caratteristiche geologiche e paesaggistiche tipiche delle Dolomiti. Le profonde valli bagnate dal fiume Noce e le piane del Sarca contribuiscono ad isolarlo completamente dai gruppi montuosi circostanti.
Numerose valli, scavate lungo il massiccio centrale, apportano un notevole contributo al patrimonio paesaggistico del Parco Naturale Adamello-Brenta; tra le aree più suggestive possiamo annoverare Vallesinella con le sue pittoresche cascate, la val Brenta, l’incantevole Val d’Agola e, sul versante orientale, la selvaggia valle delle Seghe e la valle che accoglie il celebre “lago rosso” di Tovel. Il Gruppo di Brenta mostra cime che superano i 3000 metri e formano un grandioso anfiteatro al centro del quale si apre il valico più importante e frequentato dell’intero complesso montuoso: la Bocca di Brenta. Quest’ultima divide la dorsale rocciosa della Cima Brenta (3150metri) e della frastagliata Catena degli Sfulmini, dal massiccio in cui si elevano il Crozzon di Brenta e la Cima di Tosa, che con i suoi 3173 metri costituisce il punto più elevato dell’intero gruppo. Per la sua estensione e la facilità d’accesso , il Brenta è uno dei complessi montuosi più frequentati delle Alpi. Prediletto dagli scalatori, questo gruppo montuoso offre grandi soddisfazioni anche agli escursionisti, grazie ad una fitta rete di sentieri che collegano i suoi numerosi rifugi. Particolare interesse merita la “Via delle Bocchette”, itinerario alpinistico attrezzato che si svolge ad alta quota attraverso le “bocchette”che si aprono tra una cima e l’altra, toccando tutti i rifugi principali. Grazie alle scale ferrate, ai ponticelli e alle corde fisse che permettono di superare i paesaggi più impegnativi, anche gli escursionisti non particolarmente esperti hanno la possibilità di scoprire e conoscere da vicino il mondo solenne e affascinante delle Dolomiti di Brenta.

giovedì 8 marzo 2012

Intavolata e lo Scoglio della Regina


Foto da www.intavolata.com
Se per le vostre vacanze in Calabria avete scelto una zona della provincia di Cosenza, il mio invito è quello di non perdervi la zona di Intavolata.

Intavolata è un promontorio a picco sul mare nel comune di Acquappesa. Grazie alla sua posizione gode di una vista spettacolare, ma Intavolata è noto soprattutto per il suo centro storico, dove si possono ancora trovare edifici di grande valore storico come la chiesa di Santa Teresa che conserva cimeli come una scultura antica di San Giuseppe e una statua di Santa Teresa risalente al 1849.

Caratteristico di Intavolata è lo scoglio che si trova di fronte alle sue spiagge, lo Scoglio della Regina, che si può raggiungere attraverso un sentiero lungo circa un chilometro a piedi; lo scoglio si erge dalle acque limpide della zona e offre uno spettacolo stupendo. L’origine del nome è legato ad una leggenda: sembrerebbe che una coppia di giovani sposi appartenenti ad una grande dinastia reale che navigavano diretti ad Oriente alla ricerca di risposte sulle cause dell’infertilità della Regina, furono costretti a sostare in una grotta sullo scoglio in attesa di venti favorevoli.

Mentre sostavano sullo scoglio la Regina, passeggiando sulla spiaggia, trovo un piccolo fiume in cui scorreva acqua calda, dove prese l’abitudine di immergersi ogni giorno, fin quando si accorse di un mutamento nel suo corpo che altro non erano che i segnali di una gravidanza.

Gli sposi felici per l’avvenimento e incantati dalla bellezza del paesaggio decisero di restare per qualche tempo sul grosso scoglio, mentre nei paesi limitrofi si diffuse la voce che l’acqua calda che sorgeva spontaneamente in quelle terre possedesse virtù medicamentose.

lunedì 5 marzo 2012

Alla scoperta delle Isole Egadi


Fonte: Wikipedia
Le antiche Aegates, oggi le isole Egadi, sono formate da Favignana, il capoluogo, Levanzo, Marettimo e i ben più modesti isolotti di Formica, sede di una tonnara abbandonata, e di Maraone.
Questi luoghi furono abitati fin da epoca preistorica, nel Paleolitico superiore, come testimoniato dai ritrovamenti nelle grotte di Favignana e Levanzo. Proprio quest’ultima località, chiamata anticamente Phorbantia, riveste un grande interesse geologico per la presenza di numerose grotte, tra cui quella del Genovese, la cui esplorazione ha portato alla luce pitture rupestri e graffiti che, secondo gli studiosi della materia, sono l’esempio di varie “facies”culturali di epoche diverse (Paleolitico-Mesolitico). Ci sono figure incise di animali e figure umane, intente alla caccia o alla danza e idoli che inducono a riconoscere momenti culturali connessi a riti propiziatori. Risulta estremamente gradevole una gita in barca lungo le dirupate coste dell’isola dove si aprono numerose grotte e vi si innalza il Faraglione, un masso roccioso a forma conica unito alla terra da un breve istmo. Marittimo, detta anticamente Hiera, ha invece un territorio esclusivamente montuoso, tranne nel breve tratto costiero dove si adagia il nucleo urbano dell’isola e il porticciolo. La cima più alta raggiunge rapidamente, con il Monte Falcone, quota 686 metri; da qui lo sguardo spazia su tutti i versanti dell’isola e sulla vicina costa del trapanese. Marittimo è senza dubbio la più suggestiva del gruppo delle Egadi, ricca di sorgenti, verdeggiante, con acque pescose e limpide. Il giro in barca lungo le coste è di grande valore naturalistico e geologico: nelle scoscese pareti rocciose si aprono numerose grotte marine, calette e vi si ergono scogli pittoreschi. Favignana, l’antica Aegusa, ha rivelato la presenza di un insediamento fenicio-punico, grazie a una iscrizione sulla parete di un ipogeo proprio in lingua punica. In età normanna venne fortificata con due roccaforti: quella di Santa Caterina e quella di San Giacomo. Favignana è sede della più importante tonnara della Sicila dove ogni anno si svolge la tradizionale “mattanza”. La pesca è ancora oggi la principale attività economica a cui si è affiancata quella turistica durante i mesi estivi.

venerdì 2 marzo 2012

Sirmione tra storia, terme e vacanze


Sirmione è uno di quei luoghi in Italia che vale la pena visitare almeno una volta nella propria vita. Situato su una penisola che divide il basso Lago di Garda, da sempre rappresenta una località con un fortissimo richiamo turistico. La sua storia, quella conosciuta, comincia nel secondo millennio a.C. e si arricchisce nel corso del tempo dal passaggio di diverse popolazioni. Ad oggi si pensa che il primo insediamento sirmionese sia nato grazie alle caratteristiche di questo luogo: prima fra tutte la sua conformazione di terra circondata dall’acqua e proprio per questa ragione sicura. Fin dall’antichità Sirmione ha rappresentato un luogo di vacanze privilegiato; ne sono testimonianza i resti di imponenti ville nobiliari. Le rovine meglio conservatesi nel tempo sono senza dubbio quelle denominate “Grotte di Catullo”. Si doveva trattare di una villa romana risalente al I sec. d.C. che, per una leggenda che non trova alcun riscontro con la realtà, si è attribuita al poeta Catullo, vissuto in quel periodo. Di epoca ben più recente, parliamo del XIII sec. è invece il Castello di Sirmione, di epoca scaligera. Questa struttura rappresenta un caso molto raro di fortificazione destinata ad uso portuale. Dotato di torri e mura merlate, il Castello scaligero rappresentò una base strategica per il controllo del lago. Risalente invece al 1889 è la scoperta di un getto caldo di acqua sulfurea ad opera di un palombaro veneziano, tale Procopio, che immergendosi a venti metri di profondità nei pressi delle Grotte di Catullo, raggiunse la fonte di acqua calda Boiola. Oggi le Terme di Sirmione rappresentano un’altra delle grosse attrattive di questa incantevole località, dotata di una posizione privilegiata e di un clima sempre mite.

martedì 28 febbraio 2012

San Vito Lo Capo: fiore all'occhiello della Sicilia


Sicuramente la Sicilia offre ai propri visitatori un ventaglio di posti meravigliosi da scoprire e visitare. Tutti però concordano nel riservare a San Vito Lo Capo una posizione di tutto rispetto. Si tratta di un vecchio centro marinaro peschereccio che oggi rappresenta una frequentatissima stazione balneare che si sviluppa lungo il litorale sabbioso, tra il Capo San Vito e la Punta di Solanto, ai piedi di Monte Monaco. Questa località è caratterizzata da una aspra bellezza paesaggistica e da un mare dalle acque limpide e cristalline. Proprio per queste sue peculiarità il paese di San Vito Lo Capo ha conosciuto, soprattutto negli ultimi anni, un forte sviluppo urbano, favorito da un costante flusso turistico sia italiano che straniero. Questo processo è andato ripercuotendosi favorevolmente sull’intera economia cittadina. La località è dotata di numerose strutture ricettive che variano da campeggi a villaggi turistici sul mare di ottimo livello, per soddisfare le esigenze di una variegata gamma di turisti. Il porto peschereccio di San Vito Lo Capo è molto ampio e dotato di diverse banchine riservate all’attracco di battelli da riporto. Nello specchio dell’acqua portuale sono inoltre stati realizzati quattro ponti galleggianti che sono in grado di ospitare circa 500 barche; il fondale poi, la cui profondità raggiunge anche gli otto metri, consente l’attracco agli yachts di media dimensione. Da sempre questo porto è uno dei più sicuri della Sicilia poiché posizionato all’interno di un golfo chiuso; non è un caso infatti che romani, fenici, normanni e spagnoli si rifugiavano qui per scampare alle tempeste. In alcune grotte di Piana di Sopra sono state scoperte incisioni risalenti addirittura al Paleolitico superiore, che rappresentano figure antropomorfe, cervi e figure lineari.

giovedì 23 febbraio 2012

Monteriggioni: un borgo nel cuore della Toscana


In una delle principali zone collinari della provincia di Siena si trova uno dei comuni più caratteristici e suggestivi della Toscana: Monteriggioni. Si tratta di un borgo che mantiene praticamente intatta la sua cinta muraria e che fu costruito dai senesi tra il 1213 e il 1219. Lo scopo era quello di sorvegliare le valli dell’Elsa e dello Staggia in direzione di Firenze, da sempre rivale di Siena e che proprio in quel periodo si stava espandendo a macchia d’olio. Le mura del borgo si estendono per una lunghezza di 570 metri e sono intervallate da 14 torri e 2 porte. Molto suggestivo è il Castello di Monteriggioni, per costruire il quale i senesi acquistarono terreni e diritti sul Poggio di Monteriggioni dai nobili di Staggia, che ne avevano il possesso fin dal 1100.
La bellezza di questo borgo colpì di certo uno dei suoi primi ospiti illustri, Dante Alighieri, che difatti fece cenno alla sua “cerchia tonda” nella Divina Commedia (Inferno canto XXXI vv. 40-41).
Per il suo fascino il paese di Monteriggioni da sempre costituisce un luogo di forte richiamo turistico. Si stima che siano circa 70mila i visitatori che ogni anno si recano qui per conoscere dal vivo questo luogo incantato. Il paese è abitato da appena 42 persone, le cui abitazioni sono racchiuse all’interno delle mura. Le uniche attività commerciali presenti in paese sono: due bar, un alimentari, due ristoranti, un bazar di souvenir, un negozio di erboristeria, un albergo e un negozio di prodotti tipici locali. Una location come questa è richiestissima anche dagli innamorati che desiderano trascorrere un week end all’insegna della storia e del romanticismo.

mercoledì 22 febbraio 2012

Nelle Marche al Castello di Gradara

Castello di Grada (Fonte: www.castellodigradara.org)
Al confine tra le Marche e la Romagna sorge uno dei castelli più belli e suggestivi della nostra penisola: il Castello di Gradara. Il suo nome deriva dal latino “grata aura” che significa “aria buona”. La struttura sorge su di una collina che domina la valle e lo sguardo arriva fino al mare. Questo imponente castello racchiude tra le sue mura una storia millenaria, in un incantevole scenario tipico del Medio Evo. Ospiti del castello, nel corso del tempo, furono le principali famiglie dell’epoca medievale: gli Sforza, i Della Rovere, i Borgia e i Malatesta. Fu proprio grazie a questi ultimi che il castello raggiunse lo sfarzo che conserva ancora oggi. Fu difatti proprio la famiglia Malatesta a costruire la fortezza e le due cinta murarie che hanno reso questo luogo inespugnabile per secoli e secoli. Luogo che però ha fatto da sfondo anche a spaventose lotte e battaglie tra casati nobiliari e lo Stato Pontificio. Come accennavamo, gli ambienti del castello avevano, e conservano ancora, preziosissimi affreschi che rievocano episodi mitologici e di epoca classica. Un'altra ragione che ha contribuito a rendere celebre questa Fortezza è stata la drammatica storia d’amore tra Paolo e Francesca, alla cui narrazione Dante Alighieri ha dedicato gran parte del V Canto nella Divina Commedia.
Oggi il Castello di Gradara, che è stato arricchito da diversi feudatari che negli anni si sono succeduti nel dominio di questa zona, è visitabile il lunedì dalle 8:30 alle 13:00 e gli altri giorni dalle 8:30 alle 18:30. Tra le interessanti aree che si possono visitare c’è l’armeria, una sala delle torture, una cappella sul cui altare si trova ancora una terracotta del celebre scultore e ceramista Andrea Della Robbia. Mobili originali del ‘400 e del ‘500 sono inoltre ancora osservabili al piano superiore della struttura. Indimenticabile è poi la passeggiata tra le mura che circondano l’intero castello e non si può non salire sulla Torre più alta, dove il panorama sull’entroterra e sulla costa romagnola rimane nel cuore.

martedì 21 febbraio 2012

Lecce: bellezza barocca

San Cataldo - Lecce (Fonte: Wikipedia)
La Puglia, regione ricca di tradizioni, cultura e paesaggi superbi, vanta la presenza di una delle città più belle d’Italia. Lecce trasuda di arte e architettura barocca in ogni vicolo del centro storico, entrato a pieno diritto nel patrimonio dell’umanità. Grazie alla caratteristica pietra bianca leccese la città assume un aspetto elegante e unico nel suo genere.
Da non perdere una visita alla basilica di Santa Croce con annesso l’ex convento dei Celestini, oggi sede della Prefettura. Passeggiando tra i vicoli si possono osservare le splendide lavorazioni ornamentali dei balconi e dei portoni delle abitazioni, frutto di artisti abili nello scolpire la pietra leccese.
Altri splendidi esempi di architettura barocca sono la chiesa di Sant' Irene; la chiesa di San Matteo, la Chiesa del Gesù con i suoi altari; il complesso di Piazza del Duomo, composto dalla Cattedrale, dal campanile alto 70 metri, dal Vescovato del Seicento dalle forme rinascimentali e dall’ex Seminario.
Oltre alle bellezze artistiche e culturali Lecce, come tutta la Puglia, offre una tradizione gastronomica di tutto rispetto, ricca di sapori di mare e di terra. Un esempio sono le tagliatelle ritorte che ricordano le colonne barocche, le orecchiette, i turcinieddhri, involtini fatti con interiora di agnello e insaporiti con erbe, la taieddhra fatta con zucchine, patate, carciofi, cipolle, pomodori e cozze nere. Una ragione in più per non farsi mancare un viaggio in queste splendide terre!

venerdì 17 febbraio 2012

Visita alla "città che muore": Civita di Bagnoreggio

Immaginate di camminare lungo un ponte sospeso ed avere davanti un paese che campeggia sulla cima di un colle, tra le vallate formate dai torrenti Chiaro e Torbido. Il paese in questione è quello di Civita di Bagnoregio. La città fu fondata dagli Etruschi circa 2.500 anni fa e, a quei tempi, non era difficile da raggiungere e soprattutto era situata in una posizione molto difendibile.
Ora invece questo borgo, che ha modificato negli anni la sua struttura morfologica, rischia di scomparire, lentamente ma inesorabilmente. Non a caso infatti Civita è stata definita da uno dei suoi figli, Bonaventura Tecchi, “La città che muore”.
Il colle di tufo su cui sorge il paese è minato alla base dalla continua erosione dei due torrenti, che scorrono nelle valli sottostanti, e dall’azione del vento e delle piogge.
Oggi a Civita vivono pochissime famiglie, con la consapevolezza che un domani di questo borgo non rimarrà che un ricordo o una fotografia. Nella piazza centrale dell’antico borgo si erige la suggestiva chiesa di San Donato, all’interno della quale è custodito un Crocefisso di legno della scuola di Donatello e un affresco della scuola del Perugino. Passeggiando per i vicoli del borgo lo sguardo viene sicuramente catturato dalle tipiche case medievali, con piccoli balconcini e scalette esterne dette “profferli”, caratteristiche dell’architettura viterbese del Medioevo. I primi reperti che testimoniano tracce del passaggio umano in questa zona risalgono addirittura al Neolitico. Sono difatti stati trovati numerosi utensili come armi in selce, asce e piccoli coltelli.
Oggi Civita di Bagnoregio appare in tutto il suo fascino irreale, caratterizzato da un’aurea viva e spettrale allo stesso momento. Proprio per la sua particolarità Civita merita sicuramente una visita, prima che si sgretoli e di questo particolare borgo rimanga solo una storia da raccontare.

venerdì 10 febbraio 2012

L'importanza dell'accoglienza nelle nostre vacanze


Immaginiamoci la famiglia italiana tipo, padre, madre e due figli, poche possibilità di stare insieme durante l’anno, l’unica, forse, è la tanto agognata vacanza estiva, magari in un villaggio turistico, possibilmente con animazione, meglio ancora se un villaggio turistico per famiglie, in maniera che, ironicamente, si possano mollare le creature.
La ricerca della location è spesso frenetica, un vero slalom tra mille offerte di vacanza, alla ricerca della miglior combinazione “qualità/prezzo”.  
Finalmente la scelta, forse un Resort in Calabria, magari un po’ lontano, però il prezzo è conveniente, il viaggio è un po’ lungo, forse  più faticoso del previsto,  però l’ ambiente è accogliente,  il complesso pulito, ben curato, lo staff è sorridente, sinceramente sorridente…..
A questo punto si scatena la magia, l’accoglienza sincera, schietta, allegra converte l’aspettativa dell’ospite in soddisfazione della scelta fatta ed in buona predisposizione per i giorni di vacanza che seguiranno. A questo punto, salvo disastri o calamità, la vacanza sarà un successo, l’ospite sarà contento e con buone probabilità tornerà, e magari, meraviglia delle meraviglie, porterà degli amici.
Tutto grazie al magnifico, travolgente, inesauribile potere dell’accoglienza che a questo punto diventa una risorsa, una grande risorsa, anzi, LA grande risorsa, la differenza tra successo e disastro, tra giorno e notte, tra ospite contento ed ospite scontento, tra colui che farà un passa parola positivo e colui che non lo farà, o, peggio, lo farà negativo.
Ed allora l’accoglienza, questa,  purtroppo spesso, sconosciuta ricetta di successo, questa risorsa strepitosa, questo diabolico ago della bilancia, ci si rende conto che, purtroppo, è una variabile che dipende esclusivamente dalle risorse umane ed è, quindi, a loro che si devono rivolgere gli sforzi degli albergatori affinché essa sia effettivamente all’altezza delle aspettative dell’ospite.

Un viaggio ad Iglesias alla scoperta di una Sardegna selvaggia

Uno dei luoghi più selvaggi e incontaminati che ho incontrato girando in lungo e in largo per la Sardegna è la zona di Carbonia-Iglesias. Volevo trascorrere una vacanza che non fosse all’insegna del relax, ma la volevo vivere in nome della scoperta dei posti meno battuti e meno turistici, vista la quasi totale assenza di strutture ricettive in questa area. Ho soggiornato in un Bed and Breakfast in località MontePoni, gestito da due anziani che in quanto a vitalità ed entusiasmo facevano invidia ad un giovanotto: Ennio e Teresa. La mia vacanza è partita da qui. La zona più bella è quella che va da Nebida e arriva fino a Buggerru. Non a caso questa fascia è stata definita dall’esploratore francese  Jacques Costeau “la più bella del mondo”. Il riferimento era ai fondali pressocchè immacolati e al fatto che era ed e tuttora una zona poco sfruttata da qualsiasi tipo di attività invasiva. Le spiaggette che si alternano lungo questa fascia costiera sono di intatta bellezza. La spiaggia più a nord di Iglesias è quella di Cala Domestica, scavata in una insenatura che la ripara dai venti di maestrale e di libeccio. Non a caso tanti anni fa lì vi era un vecchio porticciolo. Dalla località di Masua si raggiunge una tappa imprescindibile del mio viaggio, quella di Porto Flavia. Un porto minerario, risalente al 1924, a picco sul mare e scavato interamente nella roccia della montagna per ben 600 metri. Da qui si può osservare in tutta la sua maestosità uno dei faraglioni più alti d’Europa: Pan di Zucchero. Una vacanza questa che rimane nel cuore e che mostra un’altra anima dell’incantevole Sardegna.

Pan di Zucchero e i suoi Faraglioni

mercoledì 8 febbraio 2012

Castel del Monte: un Borgo da scoprire alle pendici del Gran Sasso

Castel del Monte
Per chi ama la montagna, gli antichi borghi, la buona cucina e il sapore della tradizione, una meta che mi sento di consigliare è il paese di Castel del Monte, in provincia di L’Aquila. Per la sua bellezza si è meritato la targa di uno dei “Borghi più belli d’Italia”e andare a scoprirlo sarà davvero un piacere. Un paese abitato d’inverno da poco più di 200 anime, ma durante le festività, i week end e le vacanze estive si popola di migliaia di persone. Questa zona è molto frequentata anche dagli amanti dello sci di fondo, le cui piste distano pochi km. Nel cuore del paese è possibile ammirare i pittoreschi mosaici che raccontano storie di streghe, di magia, di pastori transumanti e  di mestieri di tanto tempo fa. Il visitatore può anche seguire il percorso che si snoda per le stradine del borgo antico e che porta alla scoperta dei nove centri museali di cultura contadina presenti. A pochi km da Campo Imperatore, Castel del Monte rappresenta anche un punto di passaggio per i motociclisti che numerosi, soprattutto durante i fine settimana, si deliziano lungo i curvoni che portano al paese, e da lì alla successica località di Fonte Vetica. Proprio qui tre punti di ristoro appartenenti a macellai castellani offrono bracieri per cuocere gli inconfondibili arrosticini abruzzesi, accompagnati da altri prodotti tipici tra salumi, formaggi, e il rinomato canestrato. Da Castel del Monte si può partire anche per visitare la Rocca di Calascio, tra le fortificazioni più alte d’Italia, location di alcune scene del film Lady Hawke.
Scenografia del film "Lady Hawke"

Come raggiungere Castel del Monte:

-          Dall’autostrada A24 Roma-L’Aquila prendere uscita L’Aquila Ovest;  SS17 direzione Popoli. Dopo 18km circa girare a sinistra seguendo indicazione per  Barisciano – S.Stefano di Sessanio- Balascio - Castel del Monte. Vi aspettano 24Km di curve e siete arrivati!!!

Cosa visitare a Castel del Monte:
 - Le numerose Chiese tra cui la Madonna del Suffragio, da cui si gode di un panorama indimenticabile e    Santa Caterina, scavata nella roccia
- La caratteristica Piazzetta delle Mura

Dove prendere un caffè:
-Al bar delle scimmie, gestito da due sorelle torinesi che hanno deciso di lasciare la grande città per  una vita più tranquilla e salutare.

Dove mangiare:
-La locanda delle Streghe
-Osteria del Lupo
-Il Borgo del Tempo Perso

Dove trascorrere una serata:
-Pub delle Civette

Da non perdere
- il 17 AgostoLa Notte delle Streghe”, rappresentazione di un’antica storia popolare tramandata negli anni e raccontata dagli abitanti del paese che tra balletti, musica e folklore, si trasformano in attori per una notte.

mercoledì 1 febbraio 2012

Tropea: una delle venti spiagge più belle d’Europa

Tra i più piccoli comuni della nostra penisola si annovera quello di Tropea, in provincia di Vibo Valentia. Per la sua struttura morfologica Tropea appare una cittadina molto particolare. La popolazione vive principalmente nella parte superiore, scavata nella roccia, a una cinquantina di metri di altezza rispetto al livello del mare. La parte inferiore, denominata “La Marina”, si affaccia direttamente sul Tirreno.

Vista di Tropea dall'alto

La leggenda narra che quello di Tropea fu uno dei porti di Ercole, che vi approdò di ritorno dalla Spagna. Proprio per la sua posizione strategica questa città ha occupato da sempre un ruolo di grande importanza, non solo in epoca romana ma anche normanna e aragonese. In tempi recenti è stato costruito anche un porto turistico attrezzato con tutti i servizi più innovativi. Il porto dispone di 620 posti barca e le comodità che offre rendono il soggiorno in questo angolo di paradiso davvero piacevole.  

Tropea infatti, secondo una ricerca condotta nel 2007 e pubblicata dal giornale britannico “Sunday Times”, risulta essere tra le 20 spiagge più belle d’Europa. Anzi, a dire il vero è stata piazzata come prima classificata. A rendere così preziosa questa località ci sono difatti le spiagge bianche, intervallate da scogliere che regalano giochi di ombre sul mare turchese intenso che bagna la costa calabrese. Quest’ultima, per il suo incantevole aspetto, è denominata non a caso “Costa degli Dei”.


mercoledì 25 gennaio 2012

Sibari: meta di sole e di cultura

Veduta di Sibari dall'alto
Perché non coniugare una piacevole vacanza al mare con qualche interessante visita a siti di interesse culturale? Questo è quanto è in grado di proporre una località turistica che in Calabria rappresenta ormai una garanzia: Sibari
La sua storia risale  attorno al 720 a.C. Sybaris fu una delle più antiche colonie degli Achei. Intorno al 510 a.C. la città fu rasa al suolo dall’esercito di Crotone, comandati dal celebre condottiero Milone. Oggi Sibari è una località balneare che attira numerosi turisti. Si affaccia sul mar Jonio e fa parte del Comune di Cassano dello Ionio. Nel 1879 le prime esplorazioni archeologiche portarono alla luce una intera necropoli i cui resti si possono ammirare presso il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide. Altri percorsi contribuiscono ad arricchire l’offerta culturale in questa località: da Sibari si può infatti partire per visitare i siti archeologici “Parco del Cavallo”, “ Prolungamento Strada”, “Casabianca” fino ad arrivare a “Stombi”. 

Tra i villaggi turistici della zona degni di nota troviamo il Minerva Club Resort & Golf, che si estende su un terreno di oltre 60 ettari, completamente immerso nel verde. Il Villaggio si compone di tre nuclei, ognuno pronto ad accogliere anche la clientela più esigente: il Minerva, direttamente sul mare; il Marlusa, dotato di un accogliente centro benessere e infine il Maregolf, collocato direttamente sul campo da golf a 9 buche. Chi desidera maggiori informazioni dia pure un’occhiata al sito www.minervaclubresort.it...e buona navigazione nel mare delle offerte del Minerva Club Resort & Golf!

martedì 24 gennaio 2012

Così nacque la "vacanza"...

L’unico modo per combattere certe giornate fredde e grigie è pensare alle nostre vacanze, al relax, alle mete che vorremmo raggiungere per riposarci un po’ e staccare la spina. Ma vi siete mai chiesti quando nasce il concetto di “vacanza”?




Luglio 1900, prima estate del nuovo secolo, sulle pagine del giornale popolare “ La domenica del Corriere” compare per la prima volta il termine vacanza. Una nuova parola che di fatto avvia un nuovo modo di occupare il tempo libero e, di conseguenza, un nuovo costume collettivo. Per secoli il viaggio è stato considerato un’esperienza prima educativa, poi sentimentale, alla stregua dei percorsi intrapresi da prestigiosi letterati che sceglievano i luoghi di vacanza per trovare ispirazione e raccontarne poi gli esiti in romanzi o testi letterari. Fino a metà Ottocento però, in una società fondamentalmente agricola il viaggio è ancora di esclusivo appannaggio delle classi aristocratiche per dare una connotazione diversa all’ozio e al relax. Gli spostamenti sono generalmente verso la campagna, dove vengono costruite le case estive per sfuggire al caldo delle città e poter praticare le attività all’aperto e gli sport. Le località di mare vengono escluse dalle destinazioni preferite, anche perché sono associate a condizioni negative e disdicevoli per le classi alte.

Lo sviluppo dei mezzi di locomozione come la bicicletta prima e l’automobile poi, insieme al miglioramento delle vie di comunicazione, incentiva gli spostamenti verso mete dove passare il tempo libero. La conseguenza è la scoperta di nuovi luoghi di vacanza, di mare o montagna, scelti come occasioni di incontro, divertimento e benessere. Determinante in proposito è la diversa considerazione dei bagni di mare, non più destinati solo agli ammalati, ma a tutti gli individui alla ricerca dei piaceri del corpo. Si comincia ad apprezzare il sole sulla pelle come condizione di benessere, favorita anche dal bagno rigenerante che induce piacere ed energia, ma pure per il potenziale potere di seduzione. Vacanza diventa sinonimo di evasione, divertimento.

Per rispondere alle nuove esigenze si trasformano anche le città delle ferie, mutando paesaggi fino a quel momento monotoni e uniformi. I maggiori cambiamenti si verificano nelle città di mare, con la costruzione di alberghi, villaggi turistici e di strutture dedicate al tempo libero. Da qui la pubblicità delle località turistiche e dei prodotti legati alle vacanze ( significativa è la prima comparsa, nel 1936, sui giornali italiani della réclame dell’abbronzante Ambra Solare) costituisce un segno tangibile della trasformazione sociale.